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FRANCO AMBROSETTI - DADO MORONI DUO; FRANCESCO BEARZATTI - TINISSIMA 4TET

FRANCO AMBROSETTI & DADO MORONI
con
Franco Ambrosetti tromba 
Dado Moroni piano 

FRANCESCO BEARZATTI & TINISSIMA 4TET
con
Francesco Bearzatti sax
Giovanni Falzone tromba, effetti, voce
Danilo Gallo basso
Zeno De Rossi batteria
New cd “THIS MACHINE KILLS FASCISTS”. Suite for Woody Guthrie.

Programma

Il primo incontro tra Franco Ambrosetti e Dado Moroni avvenne all’inizio degli anni Ottanta negli studi della Televisione Svizzera Italiana. Ambrosetti invitò l’appena maggiorenne pianista a far parte della sua band per una trasmissione condotta da Roberto Livraghi, noto soprattutto come autore di canzoni (portate al successo da Mina, Fred Buscaglione, Bruno Martino, Bruno Lauzi, Johnny Dorelli e Catherine Spaak, Gino Paoli, Al Bano, Gigliola Cinquetti, Ornella Vanoni…).
Quasi venticinque anni dopo, Ambrosetti chiama ancora Moroni, ora a sua volta jazzista ampiamente affermato, questa volta per una collaborazione alla pari in duo. È giunta l’ora di mettere su disco proprio le canzoni di Livraghi: il cerchio della memoria si chiude così perfettamente, con la realizzazione di Quando m’innamoro... in duo (2014). La migliore canzone italiana si dimostra materia perfetta per il jazz al pari delle songs statunitensi che hanno dato vita al repertorio degli standard.

Franco Ambrosetti (Lugano, 1941) è da oltre cinquant’anni sulla cresta del jazz europeo, sempre con l’attenzione ben focalizzata sull’eredità statunitense di questa musica, a partire dalla sua lunga militanza al fianco dei grandi afroamericani: Dexter Gordon, Cannonball Adderley, Joe Henderson, Ron Carter, Kenny Barron… Del resto i modelli sui quali sembra essersi plasmata l’eloquenza di Ambrosetti (Freddie Hubbard e Clifford Brown) vengono da questa scuola, anche se in anni recenti il trombettista svizzero si è concesso molte ‘scappatelle’ al di fuori dei territori del mainstream.
Vero enfant prodige (ottiene i primi ingaggi professionali all’età di quattordici anni), Dado Moroni (nato a Genova nel 1962) ha saputo trasformare una tale precocità in una magistrale maturità pianistica, sino a diventare uno dei jazzisti italiani più apprezzati al di là dell’Atlantico. A mettere assieme i suoi ingaggi internazionali si compone un’enciclopedia del jazz moderno: Dizzy Gillespie, Chet Baker, Roy Hargrove, Wynton Marsalis, Clark Terry, Freddie Hubbard, Tom Harrell, Johnny Griffin, James Moody, Zoot Sims, Joe Henderson, Slide Hampton, Lionel Hampton, Ron Carter, Ray Brown, Kenny Clarke, Billy Higgins, Ben Riley…


FRANCESCO BEARZATTI & TINISSIMA 4TET
Continuano gli omaggi a tema del Tinissima Quartet, con le loro traiettorie spesso inaspettate: da Tina Modotti (2008) a Malcolm X (il pluripremiato X (Suite for Malcolm), 2010) e Thelonious Monk (Monk’n’Roll, 2013). Nel 2015, sotto l’intrepido titolo This Machine Kills Fascists, è giunto il quarto disco della band guidata da Francesco Bearzatti. Questa volta l’omaggio è a Woody Guthrie. Cantautore, romanziere, attivista politico: Guthrie è stato un radicale della cultura americana, cantore degli operai, gli emarginati, gli afflitti dal capitalismo. Dalla strada che ha indicato sono poi arrivati Bob Dylan, Joan Baez, Bruce Springsteen. Il folk ribelle di Guthrie sfocia ora nella frenesia tinta di blues di Bearzatti, che ne rilegge numerose pagine, con dolente intensità.
La carriera di Francesco Bearzatti (nato a Pordenone nel 1966) si svolge ormai da tempo su una dimensione internazionale. Nella sua musica risuonano oggi le eterogenee componenti della sua formazione: gli studi classici, il metal, la musica da ballo popolare e moderna. Una varietà di interessi che si riscontra anche nelle collaborazioni che lo hanno portato a suonare al fianco di Joe Lovano, Butch Morris, Louis Hayes, Ben Riley, Kenny Wheeler, Randy Brecker, Mark Murphy, Tom Harrell… 

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