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ENRICO RAVA & GERI ALLEN
STEFANO BENNI & UMBERTO PETRIN: MISTERIOSO

ENRICO RAVA & GERI ALLEN
Enrico Rava
tromba
Geri Allen pianoforte

STEFANO BENNI & UMBERTO PETRIN
Stefano Benni voce
Umberto Petrin pianoforte

Programma

Una serata di duetti d’autore: prima con l’inedito abbinamento della tromba di Enrico Rava con il pianoforte di Geri Allen: questi solisti dalla vasta esperienza e la pronuncia jazzistica spiccatamente personale si troveranno sul palco secondo una regola d’oro della musica improvvisata, quella dell’incontro al vertice senza troppa pianificazione.
Non meno imprevedibile sarà la performance della ‘strana coppia’ formata dallo scrittore Stefano Benni e il pianista Umberto Petrin: il primo legge, il secondo dialoga tramite la tastiera e tra i due fa capolino Thelonious Monk.

ENRICO RAVA & GERI ALLEN

Eternamente giovane, Enrico Rava non esita a cimentarsi periodicamente con nuove avventure musicali. Così eccolo qui per la prima volta in tournée in duo con la pianista Geri Allen.
Ci sono vari precedenti tra Rava e la Allen, ma tutt’altro che musicali: incontri casuali nelle sale d’attesa degli aeroporti o nei festival nei quali erano invitati a esibirsi coi loro gruppi. Occasioni per scambiare saluti e promesse di una futura collaborazione. Eccola qui.
Personalità umana e musicale fuori da ogni schema, incapace di ripetersi: non meraviglia che Enrico Rava sia un musicista rigoroso quanto incurante delle convenzioni, che ha creato un linguaggio solistico immediatamente riconoscibile i cui punti di forza sono la sonorità lirica, il fraseggio spezzato e scattante, la freschezza tematica delle composizioni. Il giro del jazz a 360° di Rava, con i suoi spostamenti trasversali tra sperimentalismo e mainstream, si rispecchia nello stile altrettanto onnivoro della Allen.
Nata a Pontiac (Michigan) ma cresciuta a Detroit, Geri Allen si è affacciata sulla scena musicale newyorkese verso la metà degli anni Ottanta. Il movimento M-Base che ruotava attorno a Steve Coleman (col quale la Allen ha registrato diversi dischi) fu il suo trampolino. Iniziò quindi a proporsi come leader, incidendo anche in una formazione paritetica con Charlie Haden e Paul Motian. Le sue collaborazioni, che spaziano da Ron Carter a Tony Williams, Jack DeJohnette, Betty Carter e Charles Lloyd, le hanno permesso di affermarsi definitivamente nel corso degli anni Novanta, imponendola come una delle principali voci pianistiche del decennio. Posizione di primato che la Allen ha conservato sino a oggi, coltivando sia uno stile più sperimentale e aggressivo che una vena lirica di insuperabile cantabilità. Anche Ornette Coleman, notoriamente ‘allergico’ ai pianisti, per lei fece un’eccezione e la volle al proprio fianco.

STEFANO BENNI & UMBERTO PETRIN “Misterioso”
Stefano Benni legge. Umberto Petrin dialoga con lui, infilandosi fra le parole o prendendosi spazi solistici. Il testo non è l’abituale spartito musicale né un classico copione teatrale: nessuno dei due artisti ci tiene a mettere didascalie prestabilite. Entrambi sentono invece la figura di Thelonious Monk come un’amichevole presenza fantasmatica da interpretare, reinterpretare, contaminare, lasciar esplodere, a partire da quel blues fitto di incanti e anomalie che dà il titolo allo spettacolo: “Misterioso”.
Stefano Benni, nato a Bologna nel 1947, scrittore, poeta, umorista, ha pubblicato numerosi romanzi e raccolte di racconti, molti dei quali sono stati tra i grandi bestseller della letteratura italiana degli ultimi anni: da Il bar sotto il mare (Feltrinelli, 1987) a La compagnia dei Celestini (Feltrinelli, 1992), Bar Sport (Mondadori, 1976) e Bar Sport Duemila (Feltrinelli, 1997), La grammatica di Dio (Feltrinelli, 2007), Pane e tempesta (Feltrinelli, 2009), La traccia dell’angelo (Sellerio, 2011), Di tutte le ricchezze (Feltrinelli, 2012), Cari Mostri (Feltrinelli, 2015). Benni è anche autore televisivo e cinematografico, oltre che prestigiosa firma giornalistica (per l’Espresso, Panorama, Cuore, la Repubblica, il Manifesto, Linus, Micromega…).
Umberto Petrin, nato nel 1960, ha trascorsi letterari nel campo della poesia contemporanea, con alcune pubblicazioni e vari premi. Ma dal 1984 si è poi completamente dedicato alla carriera di pianista jazz, dimostrandosi comunque sempre disponibile all’incontro tra la sua musica e altre forme artistiche, con un occhio di riguardo per la poesia. Stilisticamente assai versatile, è particolarmente noto per i lunghi sodalizi con Tiziana Ghiglioni, Gianluigi Trovesi e Stefano Benni (dal 1999). Ma ha collaborato anche con Lee Konitz, Lester Bowie, Cecil Taylor, Tim Berne, Steve Lacy, Enrico Rava, Paolo Fresu, l’Italian Instabile Orchestra…

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